Ma tu di che sesso sei?

 

IL PROCESSO PER L'OMBRA DELL'ASINO

di Friedrich Dürrenmatt
riduzione ed adattamento teatrale a cura di Walter Peraro

 

Secondo la felice definizione di Carlo Cipolla, lo stupido è colui che crea danno sia al prossimo che a sé stesso senza ricavarne alcun beneficio. In questo senso la pièce di Dürrenmatt ci mostra l’essenza stessa della stupidità umana, in una galleria di ritratti persino troppo realistici per non essere riconoscibili anche ai nostri giorni “Il processo per l’ombra dell’asino” è una divertente satira di chi coltiva i propri interessi, chiuso nella corazza delle proprie presunte virtù, forte della propria ideologia, isolato in un ottuso individualismo, nascosto dietro il paravento della rispettabilità e dei “giusti principi”.
Nella città di Abdera, immersa nelle paludi dell’assolata Tracia, si svolge un processo, con due querelanti e nessun querelato, in una catena di “raccomandazioni” e scambi di favori, per sostenere la propria fazione con l’aiuto di chi detiene il “potere”. Causa scatenante è l’accusa, mossa al dentista Strutione dall’asinaio Antrace, di aver pagato l’affitto di un asino e non della sua ombra! Altro che diritti sull’ombra dell’asino! La disputa si accende (apparentemente) quando si invocano gli alti valori della giustizia, dell’uguaglianza fra i ceti, del rispetto della religione e delle sue tradizioni… Questioni di principio? Macché! Come sempre è una pura “questione di valori”, non nel senso etico del termine, ma in quello più prosaico di “valori materiali”, di “interessi”. Al punto che anche l’ombra di un asino può diventare il pretesto per scatenare una controversia
dagli esiti inimmaginabili. Grazie al velo di una danzatrice, il dentista e l’asinaio diventano involontariamente il “casus belli” di uno scontro fra partiti ed interessi, uguali ma contrapposti, che ricorreranno ai “servigi” del pirata mercenario Tifi, unico metodo che ancora oggi gli uomini sembrano adottare per risolvere i contrasti.
L’esito dimostra come, anche in questo caso, l’unico modo per vincere, sarebbe stato… non entrare in conflitto. Una storia antica che parla alla modernità ricordandoci che anche un gesto apparentemente innocuo può avere conseguenze catastrofiche solo in virtù dell’inclinazione umana all’idiozia collettiva. E in questa parodia farsesca sulla stupidità umana, l’asino ci guarda e si interroga.


«... Tu ritieni che due siano le cause del mio riso, il bene e il male. Ma io rido solo dell’uomo, pieno di stoltezza, vuoto di azioni rette, infantile in tutte le sue aspirazioni, che dura le peggiori fatiche per non ricavarne alcun vantaggio, che con i suoi desideri smisurati percorre la terra fino ai suoi confini e penetra nelle sue smisurate cavità, fonde l’argento e l’oro e non smette di accumularne, si affanna ad avere sempre di più per essere sempre più piccolo ...»

(Christoph Martin Wieland, Gli Abderiti, 1774)

 

Personaggi ed interpreti:

STRUTIONE, dentista megarita: Walter PERARO
ANTRACE, asinaio abderita: Fabio D’ALBERTO
ASPASIA, magistrato, giudice nel processo: Stella MERLIN
FISIGNAZIA, avvocato difensore di Strutione: Elettra VERDERESE
POLIFONIA, avvocato difensore di Antrace: Laura SALANI
CROBILE, moglie di Antrace: Chiara GASTALDON / Demetra SALZANI
PELEIA, modista: Sara DALLE PEZZE
MASTACE, mercante d’armi, innamorato di Peleia: Federico GALBIERI
TIFI, pirata e mercenario, fratello di Mastace: Francesco ARZONE
IRIDE, innamorata di Tifi: Stella MERLIN
TELESIA, danzatrice dl tempio di Latona: Chiara GASTALDON / Demetra SALZANI
STROBILO gran sacerdote del tempio di Latona: Simone SALVI
AGATIRSO, gran sacerdote del tempio di Giasone: Walter PERARO
MILZIA, assessore, seguace della fazione di Agatirso: Francesco ARZONE
PRIMO UOMO: Federico GALBIERI
SECONDO UOMO: Simone SALVI
L’ASINO: Federico Galbieri
Selezione musicale: Stella MERLIN, Walter PERARO, Francesco ARZONE
Scenografie: Francesco ARZONE
Costumi: Francesco ARZONE
Tecnico luci e audio: Andrea VIAN
Aiuto regia: Walter PERARO
Manifesto: AMARANTA
Regia: Francesco ARZONE

Un particolare ringraziamento ad Amaranta De Francisci per la preziosa collaborazione G.T. La Formica