L'IMPRESARIO DELLE SMIRNE

di Carlo Goldoni

 

Adattamento di Gherardo Coltri

Tre cantatrici, un soprano maschile, un tenore, un castrato, tutti di scarsa abilità, ma di costumi facili. Un Conte squattrinato, un sensale di “virtuosi e virtuose”, un locandiere ed un ricco mercante Turco. Il tutto per combinare un’opera all’italiana da portare alle Smirne.
In questa trama la regia ha voluto evidenziare i rapporti di “libero scambio” che talvolta caratterizzano il mondo dello spettacolo.
Così, tutto si fa e tutto è concesso pur di realizzare l’evento, e l’«arte» che meglio si presta allo scopo è la seduzione. Tutti cercano di passare dal letto del Turco o del sensale, con profferte e allusioni, sperando di raggiungere le Smirne. Ma l’impresa fallisce e alla Compagnia restano solo la fame, le invidie e i rancori…

“Le Compagnie sono composte di sei, sette, o al più otto persone. E’ una fortuna se se ne trovano fra queste una o due, che uniscano al merito del talento e della bravura quello della docilità e della discretezza, e per uno o due Soggetti lodevoli, ne avete cinque o sei che vi fanno girare il capo, e sono ordinariamente i meno abili e i men necessari. Nella presente Commedia ho dipinto questo genere di persone, tali e quali le ho conosciute, ed anche esperimentate. Non ch’io abbia voluto mai imbarazzarmi in alcuna impresa, ma coll’occasione di scrivere pel Teatro, ho provato quanto vagliano e quanto pesino i loro catarri e le loro maniere. Non credo che i Virtuosi e le Virtuose di merito si offenderanno di una critica che non li riguarda, né vorranno prender partito per una Truppa indegna della loro pregievole Società, ma eglino stessi mi faranno buon grado di avere un poco sforzato coloro che osano innalzarsi al loro grado, senza le qualità necessarie per arrivarvi; e quelli di qualunque rango si sieno, che fossero malcontenti de’ miei ritratti, per essere forse un poco troppo fedeli, mi compatiranno più facilmente, veggendo ch’io non l’ho perdonata né meno ai Poeti. […] Per rendere utile e piacevole questa Commedia, avrebbe bastato ch’io mi fossi servito d’un Impresario italiano; di uno di quelli che lo fanno […] o per necessità, o per vanità, o per impegno, ma per renderla più giocosa, ho immaginato un Impresario turco, al quale arriveranno affatto nuove tutte le circostanze che rendono l’impresa laboriosa e pericolosa.”

Carlo Goldoni

Personaggi e Interpreti

Alì, Turco, ricco negoziante delle Smirne Gherardo Coltri
Carluccio, musico soprano Francesco Arzone
Lucrezia, cantatrice fiorentina Nadia Minieri
Tognina, cantatrice veneziana Chiara Gastaldon
Annina, cantatrice bolognese Laura Salani
Pasqualino, tenore Davide Brutti
Il Conte Lasca Leonardo Scardoni
Maccario, cattivo poeta drammatico Davide MArchesini
Beltrame, locandiere Fabio D’Alberto
Sganarello, musico soprano Alberto Rizzi

Costumi, Scene e Regia Gherardo Coltri
Elaborazioni Musicali Roberto Ala
Realizzazioni pittoriche Luca Altamura