IL GIARDINO DEI CILIEGI

di Anton P. Čechov

 

Il giardino dei ciliegi è l'ultimo lavoro teatrale di Anton Čechov. L'opera, rappresentata per la prima volta nel 1904, ruota intorno ad una proprietà, messa all’asta per riuscire a pagarne l'ipoteca. I proprietari, una famiglia aristocratica ormai decaduta, con inspiegabile apatia e contro ogni consiglio, si astengono da qualunque tentativo per conservare la tenuta. Il destino del giardino dei ciliegi appare già segnato: la proprietà sarà venduta e consegnata all’oblio. Il rumore degli alberi abbattuti accompagnerà, nella scena finale, l’addio definitivo della famiglia Andreevič alla proprio passato centenario. Uno dei temi principali del dramma è l'effetto dei cambiamenti sociali sulle persone. Sullo sfondo della vicenda, riverbera la realtà storica. Se l’emancipazione attuata da Alessandro II permise dei servi della gleba di guadagnare un certo benessere ed uno status sociale, alcuni aristocratici subirono un notevole impoverimento, incapaci di amministrare le loro proprietà senza l'aiuto, praticamente gratuito, della servitù. Gli effetti di questa riforma erano ancora molto sentiti al tempo di Čechov, sebbene fossero passati ben quarant'anni. Così, l’incapacità di affrontare realmente il problema della proprietà, spiccata in Ljuba, ma condivisa anche dagli altri membri della famiglia, può essere letta come una critica a tutte quelle persone che non vollero adattarsi alla nuova Russia. Il rifiuto di Ljuba di accettare la verità sul suo passato, sia nella vita che nell'amore, la rende uno dei personaggi teatrali più interessanti e strutturati della drammaturgia moderna e contemporanea. Ljuba è una donna che sacrifica tutto ciò che possiede, il suo passato, la sua gioventù, i suoi averi e perfino la propria famiglia, per un bisogno di amore.
L’allestimento del G.T. La Formica ha preso il via da una rigorosa riduzione della vicenda narrata da Čechov che, pur ripercorrendone i punti salienti, li isola in quadri distinti e spezza la continuità narrativa. La dimensione temporale è sospesa, quella del ricordo enfatizzata, quasi a sottolineare l’incapacità dei protagonisti di reagire all’evolvere della vicenda. Mentre fuori il tempo scorre inesorabile,entro i confini del giardino dei ciliegi tutto resta cristallizzato nel bianco nitore del ghiaccio: per la famiglia Andreevič l’unico modo per esorcizzare l’imminente catastrofe finanziaria e di valori è fingere che nulla stia accadendo.

 

Personaggi e Interpreti

LJUBOV’ ANDREEVNA RANEVSKAJA: Laura Salani
ANJA: Chiara Gastaldon
VARIA: Lara Martinelli
LEONID ANDREEVIČ GAEV: Francesco Arzone
ERMOLAJ ALEKSEEVIČ LOPACHIN: Leonardo Scardoni
PETER SERGEEVIČ TROFIMOV: Davide Marchesini
FIRS: Fabio D’Alberto

REGIA: Gherardo Coltri
SCENOGRAFIE E COSTUMI: Gherardo Coltri
TECNICO LUCI E SUONO: Federico Galbieri