GRAN GUIGNOL ALL'ITALIANA

di Vittorio Franceschi

regia di Gherardo Coltri

 

Il "Grand Guignol", nato in Francia alla fine dell'800, si caratterizza come teatro a tinte forti, anzi fortissime, farsesco e macabro, dove scorrono in abbondanza - insieme al sangue e in barba al "bon ton" - grossolanità, violenza, cinismo, storie da cronaca nera con squartamenti e lacrime, eros e bordello, in uno srotolarsi dinamico di intrecci da drammone popolare senza lieto fine. Tutto ciò con effetti, a volte, di involontaria e grottesca comicità. In un giorno di fine estate dell'anno 2000, mi si accese una lampadina, come nei fumetti e di colpo questo genere di teatro, a lungo snobbato e irriso, mi apparve nella sua essenza profetica, ideale per raccontare il nostro Paese, le cui vicende e il cui tasso di cultura e di valori etici già allora, e da tempo, stavano procedendo con orgogliosa sicurezza verso lo zero di oggi. Naturalmente, poiché italiani si nasce per volere divino, lavorandoci su mi spostai un pochino verso sponde più nostrane, come la farsa e la sceneggiata, risciacquando rispettosamente i panni nella mentalità bottegaia e piccolo borghese che da sempre ci caratterizza e fa di noi – con orgoglio - un modello nel mondo, ed il gioco fu fatto! La satira, come sappiamo, si pone l'obbiettivo morale di mettere a nudo le storture del mondo, ma, "en passant", anche di divertire. Spero di esserci riuscito, anche se guardarsi allo specchio e vedersi così brutti potrà non piacere a qualcuno. Gli eroi del mio Grand Guignol sono una colf depressa che sta per esplodere – il che avverrà puntualmente – un salumiere di successo, una guida turistica ignorante con una moglie piccolo borghese isterica, un padre pensionato patologicamente sessuomane e un postino sensibilmente gay. La storia non è importante: corna, strafalcioni, soldi... come nelle migliori famiglie, con immancabile "coup de théâtre" finale. C'è anche un cane, che abbaia però non entra mai in scena e quindi sarebbe elegante, pur nel clima consenziente della pièce, evitare battute facili. Come dicevo, l'ho scritto quindici anni fa. Ma non ho cambiato una sola virgola. Ahimè, non ce n'era bisogno. E questo non depone a favore della nostra Patria, dove possono passare tre lustri pieni zeppi di scandali d'ogni genere, ruberie e malefatte colossali, oserei dire granguignolesche, senza che, per l'appunto, cambi una sola virgola. ESTERINA, colf STELLA, padrona di casa UMBERTO, suo marito NONNO, padre di Umberto SISTO, salumiere UMBY, postino UGO, conduttore televisivo GLORIABAL, Cantante Regia Gherardo COLTRI Personaggi ed interpreti

Vittorio Franceschi

 

Personaggi ed interpreti

ESTERINA - Colf

STELLA - Padrona di casa

UMBERT - Suo marito

NONNO - Padre di Umberto

SISTO - Salumiere

UMBY - Postino

UGO - Conduttore Televisivo

GLORIABAL - Cantante

 

REGIA: Gherardo Coltri

 

Francesca SCACCHETTTI

Laura SALANI

Leonardo SCARDONI

Gherardo COLTRI

Francesco ARZONE

Paolo SCALVI

Fabio D'ALBERTO

Laura SALANI